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Da
Patti, sovrastante
un ampio
golfo, saliamo a Tindari, che s'affaccia, da quasi 300 metri d'altezza,
sul mare turchese ove si insinuano
- oltre la spiaggia - tortuose lingue di sabbia dorata: i cosiddetti
"Laghetti di Marinello". Al sommo del
colle s'innalza il santuario della "Madonna Mora"
donde
la vista spazia sulla penisola di
Milazzo, sulle Eolie, sulle vette
dei Peloritani. Questo santuario deve il
suo nome a una miracolosa statua della
Madonna col
Bambino
dalla carnagione dipinta in nero, oggetto di
particolare devozione da parte dei siciliani che vi tengono festa grande
l'8 settembre.
Il santuario sorge probabilmente sull'acropoli dell'antica
Tyndaris,
fondata nel 396 a.C. da Dionigi I
di Siracusa per creare un centro siceliota fra
Mylae e
Cephaloedium.
Cinto di mura, fu preso dai cartaginesi,
poi dai romani, che rafforzarono la poderosa cerchia urbica, aperta da una
porta maggiore e da minori
postierle (buona parte di questa cinta è sopravvissuta).
Con Roma Tindari godette di lunga prosperità, funestata
da una frana (I secolo d.C.) che fece precipitare parte dell'abitato. Del
quale si perde nozione dopo i tempi arabi
cui viene imputata, per ciò, la distruzione.
Gli scavi, iniziati il secolo scorso,
hanno messo in luce la pianta
della
urbs
romana costituita, com'era norma, dall'intersezione di vie maggiori
(decumani,
da Est a
Ovest) e
minori
(cardines,
da Nord a Sud), ove erano
le botteghe
(tabernae)
e gli isolati di case
(insulael.
Alcune di queste erano provviste di cortile a colonnato
(peristilium)
attorno al quale erano disposti i
vari ambienti di cui si vedono ancora le fondazioni .
Altri resti riguardano Informazioni prese dal libro “ Sicilia meravigliosa” LA VILLA ROMANA I LAGHETTI DI MARINELLO
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MARINELLO
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